Cosa penso
Le prossime elezioni regionali rappresentano qualcosa di più del semplice rinnovo dell’amministrazione che governa l’Emilia Romagna. L’attualità politica chiama tutti ad un serio e profondo ripensamento del nostro agire politico, a tutti i livelli, esercitato nei partiti e nelle istituzioni.
Da più parti si invoca un ritorno alla politica ‘dal basso’. Questa idea però, spesso evocata e poco attuata, se non trova concreta realizzazione, rischia di svuotare la passione e l’interesse dei cittadini per la politica e di conseguenza per la cosa pubblica.
Il nostro Paese ha urgente bisogno di una massiccia iniezione di tre elementi: rinnovamento, responsabilità e rigore.
Anche l’Emilia Romagna richiede una nuova classe dirigente, che continui la buona esperienza di governo, ne aggiorni le risposte e definisca progetti più moderni e vicini alle persone.
Dobbiamo costruire un nuovo patto con tutti quei cittadini pronti a prendersi le loro responsabilità: a chi assume impegni verso gli altri, verso l’ambiente, verso la comunità sia davvero riconosciuto un vero e pieno diritto di cittadinanza.
Solo cosi l’Emilia Romagna continuerà ad essere un terra straordinaria che esalta diritti e doveri e ne riconosce la valenza politica e sociale.
E infine il rigore, che altro non è che il pieno rispetto delle regole, da applicare prima a noi stessi che agli altri. Rigore che la politica potrà pretendere dalla società solo quando essa stessa per prima saprà incarnarlo con passione e onestà.
In questi cinque anni abbiamo messo la nostra regione su questa strada. Ora dobbiamo prendere velocità tutti insieme, senza lasciare all’angolo nessuno, tenendoci per mano, arrivando sul traguardo di una nuova grande primavera, tutti insieme.
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